Pausa pranzo: dal Gran Ristoro… al lampredotto di Nerbone, la filosofia del panino.

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Ciao a tutti, oggi provo a raccontare una “pausa pranzo” con sosta a Genova e Firenze: vediamo se questo semplice giochino funziona..nel caso mangio io per voi! Mettete da parte le barrette al sesamo  o “a me basta solo una mela disidratata”… Si sa, ogni città ha le sue istituzioni: ci sono quei locali che sembrano esistere da sempre, che resistono al tempo e, come cantava De Andrè, “se t’ inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli, in quel’ aria spessa carica di sale, gonfia di odori” arrivi alla prima tappa. La zona è quella storica di Sottoripa, un porticato tra i più antichi d’ Italia, che abbraccia la parte del Porto Antico (per i non genovesi, verso la zona dell’ Acquario). Verso la fine di via Sottoripa troverete la scritta arancione “Gran Ristoro: 150 tipi di panino”. Definirlo paninoteca è riduttivo. L’interno è stretto, a fatica si riesce a passare. Su una parete sono appesi salumi di ogni tipo: dal prosciutto al tartufo, al salame di cervo, al lardo di colonnata. Poi ottimi formaggi, salsine della casa e verdure grigliate. Il mio preferito è il panino con l’arrosto al basilico. Ricordate che ogni vostra ordinazione, va rigorosamente accompagnata da un quartino di vino rosso o bianco, Si mangia generalmente in piedi, ma se come me, siete cintura nera di “sporcaggio selvaggio”, ci si può sedere sui tavolini esterni. Ah secondo la tradizionale accoglienza genovese: con pochi euro, soddisfi animo e palato. La filosofia del panino prosegue e trova una sua istituzione nel lampredotto a Firenze. Cos’ è il lampredotto? E’ un tipo di trippa, è lo stomaco abomaso. E’ di colore scuro, prende il nome dalla lampreda, un’ anguilla primordiale di cui ha la forma. Mi sono documentata per bene, Voyager!!! Il panino com il lampredotto è una leggenda presente nel banchini dei trippai, sparsi per le strade della città. Non è un cibo da turisti, è cibo da strada e questa è la sua bellezza.Viene servito con l’aggiunta di condimenti a vostra scelta. Vi aspetta la domanda finale del trippaio: ” lo vole bagnato?”. Si!!! A questo punto, puccerà la parte superiore del panino nel pentolone, perché come dice il mio amico Stefa: ” Se un tu t’ ungi fino al gomito non lo puoi mangiare!”. Il re del lampredotto è Nerbone con il suo chiosco, all’interno del mercato centrale… dove si narra sia stato visto mangiare anche il premier Renzi, all’ epoca del suo mandato da sindaco di Firenze. Io l’ho mangiato (il panino…) mi hanno detto dopo cosa fosse, il Passia me l’ aveva spacciato per la parte superiore del collo della mucca…è buono! . Se si pensa bene, si vive bene e si mangia meglio.

Evviv@, buona vita!

Rivez

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